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Ciboturista

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Puó un concetto di ristorazione giá completo ed abbastanza affermato in una cittá come Palermo esigente e sensibile soprattutto a tavola, riuscire a trovare nuovi spunti creativi, anche in un momento così particolare?

Certo che si, ed é per questo che esiste la differenza tra i ristoratori per dovere ed i “RISTORATORI PER PASSIONE”.

Ieri sera ne ho incontrati due facenti parte della seconda categoria, quella che più amo raccontare, anzi forse gli unici che amo raccontare, che mi stimolano a scrivere, perchè scrivere vuol dire investire del tempo, e se devi investire tempo ne deve valere la pena. 

Oggi purtroppo si scrive di qualunque cosa,  ogni cosa si rende evento, rischiando poi che ogni evento diventi parole al vento. 

Nel nostro caso non accade, come ho detto più e più volte noi scriviamo e raccontiamo solo il bello, ma il bello vero, quello che colpisce, che crea emozione e che fa la differenza.

Certo il concetto è abbastanza influenzato dal fattore soggettività, ma quanta soggettivitá esiste nel gusto?!?

Ecco CIBOTURISTA RACCONTA IL GUSTO, legato ad un esperienza, un momento, un preciso istante, fatto di cose, persone, atmosfera, accoglienza, profumi, colori, sapori e RACCONTI, fatti di viaggi e vita vissuta, non per niente il credo base era, è e sempre sará: 

“AMA VIAGGIA VIVI E CONDIVIDI”

A proposito di viaggi, ieri dopo il wineSicily, l’evento che si è tenuto a Palazzo Riso, ho portato mio cugino il canario a bere un GinTonic, non avevamo per niente appetito, volevamo solo rilassarci e bere qualcosa che piace a noi #GinLovers.

La scelta è stata influenzata lo stesso pomeriggio, quando incontrai queste due menti geniali.

Loro sono Filippo e Gabriele, due elementi che si completano, rispettivamente la Cucina e L’Accoglienza di QUATTROVENTI Confort Food, un Ristorante dove sta bene chiunque.

Ristrutturato da pochi mesi, è un bellissimo luogo d’incontro tra Arte, Cibo,Vino e Cultura, dove da qualche giorno a questa parte, se vuoi, puoi anche semplicemente bere un drink accompagnato da alcuni piatti veloci, che hanno chiamato simpaticamente QUATTROMORSI, che per chi ha viaggiato è subito un ritorno alla mente del concetto di Tapas e Pinxos spagnoli, ma con l’influenza forte della mano siciliana di Filippo.

L’affascinante racconto di Gabriele ci ha convinti a provare 3 di queste proposte di piatti molto smart ma di grande effetto.

“Para compartir”, come direbbero in terra ispanica per specificare al momento dell’ordine che avremmo condiviso l’assaggio dei piatti, ed anche quì si è evinto che viaggiare insegna tanto, perchè il concetto di condivisione dei piatti dalle nostre parti non è bene accetto ovunque, in quanto comporta un consumo maggiore di piattini, ma per Filippo e Gabriele CONFORT FOOD vuol dire anche questo.

Non voglio svelarvi altro, altrimenti vi priverei di quell’effetto sorpresa che merita assolutamente di essere vissuto. 

Il desiderio e l’attesa sono parenti strettissimi.

Durante questi mesi di fermo ho desiderato il ritorno alla mia normalitá, senza peró fermarmi di raccontare quello che più mi piace, “LA NOSTRA SICILIA”, in tutte le sue forme.

Ieri sera peró ho sentito quella piacevole sensazione di ritorno alle abitudini, con quella che per molti puó rappresentare una semplice cena degustazione, che per me rappresenta molto molto di più, una serata nella quale ho visto tre fratelli, tre amici, tre uomini che con tutta la forza del mondo rilanciano un “all in” in una scommessa, perché oggi in questo preciso momento storico, la ristorazione rappresenta esattamente questo, una grande scommessa, nella quale vinceranno solo gli audaci.

Complimenti alla StassiFamily, @icucci_bistrorante si riconferma un importante punto di riferimento della ristorazione palermitana, in una zona nella quale si potrebbe pensare solo al Turismo, loro pensano e si concentrano sulla qualitá della materia prima e sulla qualitá del servizio, i due fattori principali ai quali bisognerebbe dare importanza.

Ci tengo ad aggiungere che oggi più che mai bisogna dare prioritá alla Sicilia, alle aziende del territorio, per il fine unico di alimentare la NOSTRA ECONOMIA.

#RestaurantLovers #Cookinglovers #RestaurantMen #Foodlovers #Cookinglovers #CookingPassion #sicilianstyle #SicilyLovers #IoComproSiciliano

Il piatto che mi ha esaltato maggiormente, gnocchetti di Pasta Giglio ai frutti di mare.

non credo serva descrivere uno dei sapori più caratteristici del nostro territorio, comprensibile solo per chi ha girato il mondo e gustato ogni tipologia di “Gambero” esistente.

Oscar Farinetti intervistato da Ciboturista

CIBOTURISTA Sicilian Food Experience

Fin da subito noi di Ciboturista avevamo ben chiara quale fosse la nostra mission, ovvero, “raccontare la Sicilia al mondo”. Quella Sicilia che è parte di noi, quella Sicilia fatta di odori, sapori, passeggiate al mercato, “abbanniate”, ed abitudini giuste o sbagliate che siano, un mix di cose che solo chi ha vissuto all’estero puó comprendere, perchè ne ha sentito la mancanza.

Quella stessa mancanza che sentiamo oggi in tempi di quatantena.

Sembra impensabile ma è così, ci mancano le nostre abitudini, che forse ci insegneranno ad apprezzare tutto quello che avevamo e che davamo per scontato.

La buona notizia è che presto tutto questo finirà, non si sa quando esattamente ma con le giuste precauzioni ed una buona dose di fortuna, questo virus tra qualche tempo smetterá di mietere vittime e diverrà solo un brutto ricordo.

Quello che invece rischia di diventare permanente é il danno enorme causato dal blocco dell’economia. Giorno dopo giorno le imprese, dalle più piccole alle più grandi, nessuna esclusa, fanno i conti con una situazione debitoria che cresce in totale assenza di utili.

Lo sappiamo non è usuale leggere parole simili nei nostri articoli ma reputiamo essenziale che in questo momento, tutti facciano qualcosa, anche noi, che dalla nostra nascita ci siamo dedicati solo alla passione di raccontare quello che amiamo definire “IL LATO PIÙ BUONO DELLA SICILIA” ai nostri “ospiti ed amici stranieri” e che non abbiamo intenzione di smettere di fare.

Abbiamo pensato di allargare il bacino d’utenza e rivolgerci anche a coloro che la Sicilia la conoscono bene e che la vivono da sempre.

Voi penserete: “ma questi vogliono raccontare la Sicilia ai siciliani?!?”

Esatto!!! non la Sicilia turistica è chiaro, ma “la Sicilia delle Eccellenze”, fatta di uomini che dedicano le loro vite alle loro aziende, che ogni giorno portano nelle nostre fortunate tavole prodotti eccezionali che noi tutti abbiamo l’obbligo di salvaguardare.

Come sapete siamo appassionati della ricerca di prodotti di qualità che amiamo condividere e raccontare, proprio per questo Ciboturista diventa un importante elemento di connessione tra consumatori e produttori enogastronomici.

Partendo dall’iniziativa #IOMANGIOEBEVOSICILIANO promossa e condivisa da tantissimi protagonisti e nomi di spicco dell’enogastronomia siciliana, personaggi dello spettacolo, artisti, addetti al turismo, politici per finire agli artigiani, perché LA SICILIA È ECCELLENZA IN OGNI CAMPO.

Abbiamo deciso di rispondere alle tante domande degli utenti, legate tutte ad un’unica problematica “la disinformazione” su dove trovare i prodotti siciliani e come saperli distinguere andando oltre le etichette, fino all’origine delle produzioni, per scoprire da dove viene ciò che mangiamo e beviamo.

Vogliamo far conoscere tutte le meraviglie enogastronomiche di Sicilia e lo faremo con i protagonisti dell’enogastronomia, “persone” non brand, che come giá scritto, la mattina si alzano per fare la differenza, realizzando prodotti di qualitá che arricchiscono le nostre tavole.

L’intento è quello di dare un doppio supporto concreto alla Sicilia, il primo alle aziende, sostenendo tutte quelle piccole realtà produttive che si concentrano solo sulla creazione di reali eccellenze e che spesso sono invisibili al grande pubblico, perchè non dispongono dei mezzi o delle risorse per ottenere la giusta visibilità, consentendo loro di raggiungere nuovi clienti, il secondo supporto sarà diretto al pubblico di consumatori appassionati, che avranno possibilitá di accedere ad un patrimonio gastronomico prezioso e selezionato, senza fatica.

ACQUISTARE CONSAPEVOLMENTE
significa tutelare il lavoro attento, amorevole e artigianale dei produttori Siciliani, che in molti casi “è frutto” di tradizioni inestimabili.

ACQUISTARE CONSAPEVOLMENTE
significa scegliere il meglio per se stessi e per chi si ama, gustando non solo ciò che è buono, ma anche ben fatto.

ACQUISTARE CONSAPEVOLMENTE
significa inoltre compiere un ulteriore gesto d’amore e rispetto, verso la filiera agroalimentare, verso la natura e i suoi ritmi.

“Non sorprenderti perché il cibo di qualità costi qualcosa in più, chiediti semmai perché il cibo spazzatura costi così poco.”
Il costo è la pura espressione della qualitá, che riscontri non solo al primo sorso o morso ma anche nel benessere fisico di ogni giorno, motivo per cui sarà difficile tornare indietro.

#VivaLaSicilia #VivaIlMadeInSicily #CompriamoSiciliano #IoMangioeBevoSiciliano

CI RIALZEREMO PIÙ FORTI DI PRIMA

 

Dare una festa torna utile, non solo a divertirsi e smaltire lo stress della routine, ma soprattutto a rendersi conto realmente di ció che si è seminato e di quanto ci si puó sentire soddisfatti e grati in questo meraviglioso percorso chiamato vita.

Così esordisce Elisabetta spiegandoci il perchè è importante festeggiare i traguardi della vita.
Capitano momenti in cui hai bisogno di sentire l’affetto delle persone vicine, vere e disinteressate.

Durante la serata mi guardavo intorno e vedevo gioia e serenità, in un’atmosfera bella e spontanea, un susseguirsi di sorprese di persone che sono riuscite a trovare il tempo di venire, per il semplice piacere di esserci.

Scegliere la location giusta è fondamentale e proprio per questo ringrazio Claudio Zummo, proprietario del Ristorante 131, Riccardo Marchese, Antonio Messineo per la cucina e Claudia Costin, che insieme a Michela Cannatella hanno reso meravigliosa la sala, Deejay Pex, Frankie Meli di ICONA per le foto e Michele Baviera, che tutti insieme hanno dato il massimo per confezionare una serata meravigliosa aggiunge.

Serata perfetta dice Patrizia Cellini, volontaria attiva in N.I.N.A. associazione che aiuta le donne che combattono contro il cancro, non c’era null’altro da aggiungere per renderla ancor più unica e ci ricorda quanto sia importante VIVERE E GODERSI LA VITA.

Cool, elegante e sobria dice Daniele Di Gregoli, noto organizzatore di eventi in Sicilia.

Bellissima festa dice Michela Cannatella, wedding planner organizzatrice di eventi per la sua società Lighea special event.

Effervescente naturale, naturalmente allegra e assolutamente unica per Davide Morici di Confartigianato Turismo e Spettacolo.

Ben più articolata la dichiarazione di Antonio Cottone de La braciera e presidente FIPE Confcommercio, “ritrovarsi per festeggiare il compleanno di Elisabetta è stata l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici in un’atmosfera conviviale e spensierata in un locale accogliente per una serata all’insegna del buon cibo. Meraviglioso e pieno di fascino il tocco finale con il tavolo dei dolci”.

“Tutto Strafighissimo!!!” arricchito da un gran sorriso ricco di entusiasmo, esclama a gran voce Diana Deco di LA VUCCIRIA, il brand che vende nel mondo prelibatezze tutte Siciliane.

Questi sono solo alcuni, ma tanti sono i personaggi che hanno partecipato e reso ancor più unica la serata al 131, il ristorante di Claudio Zummo, ristoratore appassionato e soprattutto caro amico di Elisabetta la festeggiata.

Personaggi come Ron Garofalo del Mistral, una tra le pizzerie storiche di Palermo, Stefania Baio di BeShopping, la stilista Marianna Vigneri, l’architetto super creativo Alessandra Cerrito, Michele Baviera e la moglie Serena della pasticceria Love Story, che insieme a Francesco Caravello per gli amici meglio noto come “Ciboturista”, hanno realizzato in show cooking un super dessert per il piacere e lo stupore degli ospiti, tutti carissimi amici che hanno fatto in modo di esserci, ritagliando un attimo di tempo nelle loro infinite giornate ricche di impegni, solo per il piacere di far felice lei, la regina della serata, grande artista e mamma impegnata nel raccontare la Sicilia al mondo con le sue ceramiche d’autore, firmate Ceramicando.

 

 

 

È Sabato, è Novembre ma non fa freddo, si sta benissimo, sono le 17:00 circa e siamo in Risció davanti al Teatro Massimo.Attendiamo un ospite speciale, una donna, non la conosciamo, almeno fino a quel momento, perchè cinquanta secondi dopo i saluti sembrava ci conoscessimo da tutta la vita. È Dominique Desforges Marzotto, da un anno alla guida di Baglio di Pianetto, fondata in Sicilia dal padre, il conte Paolo Marzotto, classe 1930, appassionato di corse, partecipava alla Targa Florio e al Giro di Sicilia di cui conquistò il podio nel 1952.Domenique eredita dal padre questo profondo legame d’amore con la Sicilia, dove trova sfogo per le sue passioni, l’arte, il cinema ed il vino.Lo stesso vino che durante l’intervista le chiediamo se facciamo bene a vederlo come traino per il turismo, pensiero che non puó non condividere.L’amore per l’arte Dominique lo eredita dalla madre Florence, paladina della musica ed appassionata pianista, e come il padre Paolo, che ha creato l’Arpai, l’associazione che si occupa del restauro del patrimonio artistico e culturale, e di cui Dominique cinque anni fa ha raccolto il testimone.Gentile e simpaticissima, Dominique è impegnata anche come produttrice cinematografica, ha realizzato cortometraggi e documentari su temi di attualità, di denuncia e considerati tabù in alcuni paesi del mondo.L’inquinamento ambientale è uno dei temi che più le sta a cuore e che condividiamo pienamente, raccontando di una Sicilia delle polveri, dei petrolchimici e dichiara:«Se vent’anni fa la salvaguardia dell’ambiente si sussurrava oggi è diventata una necessità. Abbiamo una precisa responsabilità nei confronti di tutte quelle generazioni che verranno dopo di noi».Durante la nostra passeggiata per le vie del centro, facciamo un Pit Stop a Piazza Bologni, dove per il piacere della condivisione ci concediamo un dolce o forse meglio dire Il Dolce, il cannolo, quello buono de I Cucci. Durante la pausa la chiacchierata non si interrompe, lo scambio di idee riguardo al legame tra il vino ed il turismo in Sicilia è illuminante, al punto di prometterci un secondo appuntamento. Passati un paio di giorni, raggiungiamo Dominique  nella sua tenuta a Baglio di Pianetto, un luogo meraviglioso a Santa Cristina Gela, un’oasi di pace, da una parte ferma nel tempo, dall’altra invece proiettata sul fronte dell’eco-sostenibilità, mettendo al primo posto, nel suo intero processo produttivo, il rispetto per l’ambiente. All’interno della tenuta c’è anche l’Agrirelais che ospita 14 camere eleganti, si gode la vista di una Sicilia meravigliosa ed incantata a soli 20 minuti da Palermo. La vallata, gli ulivi secolari ed un piccolo lago (è un bacino artificiale per la raccolta delle acque piovane) rendono tutto ancor più suggestivo. I terreni ricchi di silicio, particolarmente drenanti e minerali, in un’area posta a 650 metri sul livello del mare e ben ventilata con forti escursioni termiche, crescono insieme agli autoctoni tradizionali siciliani (l’Insolia, il Grillo ed il Catarratto), vitigni internazionali classici come il Merlot ed il Cabernet Sauvignon.Paolo Marzotto porta al debutto in Sicilia la raffinatezza di vitigni francesi, quali il Viognier per i bianchi e il Petit Verdot per i rossi. Una sfida ed un sogno insieme.Nell’altra Tenuta, in contrada Baroni, sul versante sud est dell’Isola, esattamente a Pachino, in una zona vicino al mare e che gode del calore del sole, sui terreni di natura calcarea vengono coltivati Nero D’Avola, Moscato, Frappato ed il più mediterraneo dei vitigni francesi, il Syrah. Con le due tenute vent’anni fa il conte Paolo Marzotto suggellava la nascita del suo brand, che oggi con circa 100 ettari vitati in produzione e 700mila bottiglie, è presente in ben 24 Paesi. L’azienda fa affidamento esclusivamente sulle uve di propria produzione la cui raccolta avviene solo ed esclusivamente a mano. Baglio di Pianetto è un brand che in questi anni ha consolidato la produzione con circa 100 ettari vitati: «Dalla selezione in vigna, dove si è scelto di produrre cinquemila ceppi per ettaro, meno di due chili per pianta così da garantire una migliore qualità, alla vinificazione – spiega: Renato De Bartoli, amministratore delegato.

Francesco Caravello, Dominique Marzotto e Michele Baviera
Renato De Bartoli, Michele Baviera e Francesco Caravello

Inaugurazioni, degustazioni, percorsi sensoriali, verticali vertiginose, presentazioni nuovi menù, presentazioni nuovi chef e presentazioni di presentazioni.

Esistono così tanti “temi” che noi profani per capirci qualcosa ed imparare ad orientarci in un mondo fatto di 3 eventi paralleli organizzati nelle stesse inspiegabili date, abbiamo deciso di suddividerli in due sole categorie, quelli dai quali non vediamo l’ora di scappare e quelli dove ci sentiamo in famiglia e soprattutto privilegiati di farne parte.

Bene. Lunedì abbiamo avuto l’onore di partecipare ad una di quelle serate che rientrano a pieno titolo nella seconda categoria, la festa di compleanno del Gagini.

Serata a dir poco bella e coinvolgente.
Franco Virga e Stefania Milano ci hanno accolti in una location semplicemente meravigliosa, il Loggiato San Bartolomeo, adiacente a Porta Felice, per chi non lo conoscesse uno dei luoghi più belli e suggestivi di Palermo, per le sue sale open space e soprattutto per l’angolo di focale che offre una vista pazzesca, che spazia dalla cala fino alla marina.
Location che noi grandi estimatori della “Condivisione” e divulgatori di “Sicilianità” non potevamo non apprezzare, così come il fatto che
per la prima volta in nove anni dall’inizio di questa avventura nel mondo della ristorazione, Franco con gran coraggio, ha deciso di chiudere tutti i ristoranti, coinvolgendo tutto lo staff in una serata all’insegna della “condivisione”, dove tutti erano protagonisti ed al contempo “i festeggiati”.

Abbiamo mangiato bene, abbiamo bevuto bene ma soprattutto abbiamo vissuto bene delle ore piacevoli con persone straordinarie.

Un appunto speciale va fatto per onorare la scelta dei vini, che hanno reso ancor più allegra la serata. Non che avessimo dubbi in merito, vista la passione di Franco per i Vini naturali e di qualità.
Impossibile premiarne uno in particolare perchè ogni singola bottiglia aveva un proprio significato e motivo di esserci.

Bravi tutti, brava Manuela Laiacona, Franco, Stefania, gli Chef, le squadre del servizio, i coordinatori, i ragazzi dell’accoglienza, grazie a GoodCompany ed a chiunque abbia fatto qualcosa per rendere speciale la serata.

Grazie Gagini ti auguriamo altri 100 di questi compleanni❤️

Giovane, innovativa e moderna, è questa la prima impressione che si ha di questo nuovo tempio del gusto nel cuore di Palermo.

Siamo a Piazza Borsa, alle spalle di Corso Vittorio Emanuele e vi stiamo raccontando un’esperienza del tutto nuova. Un percorso food, ricco di piatti dalla chiara visione gourmet vengono scanditi da una serie di proposte di vini eccellenti.

Era il 29 giugno, in una serata dal nome “Sobremesa, morsi e sorsi con Todaro”.

Possiamo definirla “la serata di presentazione”
del neonato ed ambizioso locale, che con il suo nuovo menù estivo fa giá parlare di se.
La serata come si evince dal nome, è stata il trionfo di un matrimonio con i vini dell’azienda Todaro di San Giuseppe Jato (Pa) che da pochissimo ha rinnovato la sua cantina, in un percorso multisensoriale.

Sobremesa è un luogo dal design semplice, trasparente e curato, raccontato da Luca Lo Dico con una storia tutta sua che non si risparmia di condividere, eccola: Sobremesa, letteralmente significa “Sulla tavola”, è quel lasso di tempo magico in cui, a fine pasto, si resta seduti a chiacchierare.
È il momento conclusivo, quando il fidanzato chiede la mano della propria sposa. Per ragioni personali non abbiamo potuto vivere questo momento, così come gesto d’amore ho dedicato questo locale a mia moglie, in memoria di quell’attimo mai vissuto, ma tanto sperato».

Il secondo protagonista di questa bella storia è lui, Pietro Li Muli, classe ’81, di Palermo, ci tiene a precisare che punta sempre alla semplicità dei sapori, abbianando pochi elementi del territorio seguendo la stagionalità, così da trasmettere i singoli sapori e la freschezza all’interno di OGNI PIATTO.
Ospite in sala è stato il produttore Giuseppe Todaro che, assieme al giornalista palermitano e sommelier Ais Italia Marcello Malta, ha intrattenuto i commensali raccontando vini e vitigni.

Ho avuto oggi l’ispirazione di scrivere di questa cena perchè qualcosa, a parte la carica e l’entusiasmo dei protagonisti naturalmente, mi ha colpito parecchio, è stata la Santuzza, esatto proprio lei, protagonista del menú, in primo
piano in copertina e visto che oggi é il festino, quale momento migliore per raccontarvi questa fantastica esperienza.

Andiamo al percorso, che io adoro definire emozionale, visto che poche cose nella vita riescono a darmi tanta emozione e gratificazione insieme così come il cibo.

Il primo step terapico è
L’Amuse-bouche: Sfera di mozzarella di bufala Dop ripiena di pomodoro su specchio di basilico
Antipasto: Cruditè di pesce aromatizzato al pompelmo, pepe di Sichuan, noce pesca con gelato all’avocado e polvere di peperoncino
Vino: Nihal Todaro 2018 (Grillo)

Secondo step, il “Primo piatto”
Corde di chitarra feudo Mondello con crema di mandorle di Avola, zenzero e fasolari

Terzo step “il Carnaroli alla mela Smith”
crema di zucchine genovesi e cialda di Ragusano Dop
Vino
Ginestra Todaro 2016 (Catarratto)

Quarto step “il Secondo piatto”
Capocollo di maialino nero dei Nebrodi Dop, cotto a bassa temperatura con scarola, purè di melanzane arrosto, sua demi-glace e cialda croccante di tuma persa
Vino
Feotto Todaro 2016 (Perricone)

Dulcis in fundo “il Dessert”
La Mousse di ciliegia dell’Etna alla riduzione di Perricone Feotto Todaro, aloe vera candita, cilindro di riso Acquerello al cioccolato “Valrhona”, zenzero candito, peperoncino e pistacchio salato
Vino
Cantine Marilina Gocce d’Autunno (Nero d’Avola Passito)

I vini della Cantina Todaro raccontati dal sommelier Ais Italia e giornalista Marcello Malta:
Nihal Grillo 2018
Il vino si presenta di uno sfavillante giallo paglierino. Bellissima lucentezza e buona consistenza.
● Al naso profonde una marcata intensità, sprigionando i classici sentori caratteristici del Grillo come le note agrumate (limone, pompelmo), poi nespola, pesca tabacchiera. Leggero melone bianco. Fiori di camomilla come note floreali. Ancora sentori erbacei come menta ed ortica (un classico per il Grillo). Per finire tocchi speziati di anice stellato e un effluvio di pietra focaia come sentore minerale.
● In bocca subito evidente il tenore acidico. È un vino fresco, con una presente sapidità, che si contrappone alla sua non indifferente sensazione pseudocalorica. Buon equilibrio morbidezza-durezza. Manifesta perfetta corrispondenza naso-bocca. Alla deglutizione ha buona lunghezza di aromi di bocca e riaffiorano i sentori sia nasali sia diretti. Leggera sfumatura amaricante nel finale, tipica dei vitigni aromatici e semi-aromatici.

Ginestra Catarratto 2016
Colore giallo paglierino. Consistenza rilevante.
Spiccata intensità di profumi al naso, variegatura composta e gentile di sfumature odorose: dalle floreali giovani, come zagara e gelsomino, ai sentori agrumati e di frutta bianca, come la mela golden e la pesca. Intriganti accenti minerali e di erbe aromatiche come salvia e timo, ma soprattutto un inebriante origano. Stuzzicanti sbuffi speziati di anice stellato e ginepro sul finale.
In bocca riempie. È molto gradevole. Pregevole sapidità che sostiene il sorso. In retrolfazione ritorni di vivida freschezza a carattere floreale e fruttato. È
Lunghissimo. Ne vuoi un altro bicchiere. È sintomo di piacevolezza, l’elemento che conta.

Feotto Perricone 2016
È rosso rubino inchiostro, strutturatissimo. Praticamente blu. Compassato nel calice. Ha una rilevante estrazione polifenolica.
Straordinario impatto dei profumi. Quantità e qualità investono fragorosamente il naso quando lo respiri. Subito note fruttate: la ciliegia blu amarascata è corroborata da sensazioni vegetali e balsamiche di mirto, ginepro, mentolo e macchia mediterranea. Poi speziatura come pepe nero, liquirizia e rabarbaro, ma anche note dolci di zucchero a velo e cannella. Sconvolge e meraviglia la nota ematica che si accosta a quelle terrosa e ferrosa: sembra aver davanti una bistecca al sangue ancora da sistemare sulla brace. Persino accenni tostati di polvere di caffè e di cioccolato fondente. Dei piccoli sbuffi di “ospedale” come mercuro cromo e iodio evidenziano la nota quasi terapeutica. Il Perricone è un “vino medico” per via delle sue doti naturalmente antiossidanti del resveratrolo, concentrazione doppia rispetto agli altri rossi. Insomma, verrebbe da dire: più lo bevi e più stai bene.

Il suo tannino è disteso, ma c’è, è vivo. Ma ha una grazia ed una lunghezza che potrebbe sfidare le leggi del tempo dell’evoluzione. All’ingresso riempie. Appaga e soddisfa. Freschezza e sapidità corroborano il sorso e sembrano non fare affiorare i 13,5% di alcol. Succo di ciliegia, balsamicità, zucchero a velo, note ferrose ed ematiche: in bocca torna il “naso”. Lungo, lunghissimo.
Vorresti che non finisse mai per la piacevolezza di frutto che ti regala. Monumentale. O quasi.

Torneremo di certo a gustare la loro cucina, incuriositi da un’anteprima dello chef che non posso svelare ma che ha a che fare con il più contrastante piatto estivo della tradizione Siciliana, “la pasta con i Tenerumi”