Sobremesa, una gran bella sorpresa Maison Bocum – il nuovo pranzo a Palermo Ciboturista incontra Oscar Farinetti Metti una Pizza a Cena!

Tra sorrisi, chiacchere e dolcini, in pochi giorni il nuovo Bar dei palermitani ha già dimostrato segni di grande identità sotto diversi aspetti.

La più significativa è di certo l’identità sociale, che risponde in maniera diretta all’identità personale dell’individuo, in relazione all’ambiente fisico, caratterizzato da colori, luci, profumi e suoni che influenzano inconsapevolmente le tendenze comportamentali.
In buona sostanza al “Dante”, così “abbreviato” si sta bene, ci passi e vuoi restarci, ci vai e ci ritorni, così dicono gli ospiti, i vicini ed i passanti che ogni giorno raccontano quanto ne hanno desiderato la riapertura.

È bello sapere che quell’angolo, sporco e dimenticato ha ripreso vita e colore.

È importante che in una cittá meravigliosa come Palermo, spesso dimenticata dai servizi basilari, ci siano giovani imprenditori che investano risorse per migliorare l’accoglienza, ed è meraviglioso che questa cosa la notino proprio i diretti interessati, i turisti inglesi e spagnoli, che noi amiamo chiamare ospiti, che hanno giá dato segno di grande gradimento, facendo colazione al Dante ogni giorno.

Molti i confronti con il pubblico, è importante ascoltare pareri ed eventuali suggerimenti, come già detto il “Dante” è il locale di tutti, tra questi non poteva mancare la questione ARANCINE DI SANTA LUCIA e le leggende metropolitane sulle “mille mila” prodotte e vendute dai big.

Al Dante a quanto pare non interessa entrare in nessun guinness world record legato alla quantità di un solo giorno ma preferisce essere ricordato per la qualità DI OGNI GIORNO, proprio per questo per il 13 di Dicembre le arancine verranno vendute per lo più su prenotazione, idea molto apprezzata dai tanti clienti che giá da oggi hanno dato il via alle danze prenotando le prime arancine.

Puó un concetto di ristorazione giá completo ed abbastanza affermato in una cittá come Palermo esigente e sensibile soprattutto a tavola, riuscire a trovare nuovi spunti creativi, anche in un momento così particolare?

Certo che si, ed é per questo che esiste la differenza tra i ristoratori per dovere ed i “RISTORATORI PER PASSIONE”.

Ieri sera ne ho incontrati due facenti parte della seconda categoria, quella che più amo raccontare, anzi forse gli unici che amo raccontare, che mi stimolano a scrivere, perchè scrivere vuol dire investire del tempo, e se devi investire tempo ne deve valere la pena. 

Oggi purtroppo si scrive di qualunque cosa,  ogni cosa si rende evento, rischiando poi che ogni evento diventi parole al vento. 

Nel nostro caso non accade, come ho detto più e più volte noi scriviamo e raccontiamo solo il bello, ma il bello vero, quello che colpisce, che crea emozione e che fa la differenza.

Certo il concetto è abbastanza influenzato dal fattore soggettività, ma quanta soggettivitá esiste nel gusto?!?

Ecco CIBOTURISTA RACCONTA IL GUSTO, legato ad un esperienza, un momento, un preciso istante, fatto di cose, persone, atmosfera, accoglienza, profumi, colori, sapori e RACCONTI, fatti di viaggi e vita vissuta, non per niente il credo base era, è e sempre sará: 

“AMA VIAGGIA VIVI E CONDIVIDI”

A proposito di viaggi, ieri dopo il wineSicily, l’evento che si è tenuto a Palazzo Riso, ho portato mio cugino il canario a bere un GinTonic, non avevamo per niente appetito, volevamo solo rilassarci e bere qualcosa che piace a noi #GinLovers.

La scelta è stata influenzata lo stesso pomeriggio, quando incontrai queste due menti geniali.

Loro sono Filippo e Gabriele, due elementi che si completano, rispettivamente la Cucina e L’Accoglienza di QUATTROVENTI Confort Food, un Ristorante dove sta bene chiunque.

Ristrutturato da pochi mesi, è un bellissimo luogo d’incontro tra Arte, Cibo,Vino e Cultura, dove da qualche giorno a questa parte, se vuoi, puoi anche semplicemente bere un drink accompagnato da alcuni piatti veloci, che hanno chiamato simpaticamente QUATTROMORSI, che per chi ha viaggiato è subito un ritorno alla mente del concetto di Tapas e Pinxos spagnoli, ma con l’influenza forte della mano siciliana di Filippo.

L’affascinante racconto di Gabriele ci ha convinti a provare 3 di queste proposte di piatti molto smart ma di grande effetto.

“Para compartir”, come direbbero in terra ispanica per specificare al momento dell’ordine che avremmo condiviso l’assaggio dei piatti, ed anche quì si è evinto che viaggiare insegna tanto, perchè il concetto di condivisione dei piatti dalle nostre parti non è bene accetto ovunque, in quanto comporta un consumo maggiore di piattini, ma per Filippo e Gabriele CONFORT FOOD vuol dire anche questo.

Non voglio svelarvi altro, altrimenti vi priverei di quell’effetto sorpresa che merita assolutamente di essere vissuto.