Sobremesa, una gran bella sorpresa Maison Bocum – il nuovo pranzo a Palermo Ciboturista incontra Oscar Farinetti Metti una Pizza a Cena!

N’Arancina Speciale; e non ci riferiamo al gusto, anch’esso Speciale, ma alla storia che ci racconta. Perché questa arancina è fatta da Gente Speciale che la Cooperativa Sociale Etnos di Caltanissetta ha fatto uscire da un vissuto di dolore e di esclusione, sociale ed economica. Il progetto è speciale ciò che non lo è, e il dover trattare ancora i temi della violenza, della discriminazione per una diversa abilità, per l’essere un minore che abbandona la guerra lasciando i suoi affetti, la carcerazione che diventa un marchio impresso a fuoco sulla pelle, senza possibilità di riscatto. N’arancina Speciale ci racconta la vita imperfetta di ragazzi, donne e uomini che attraverso il lavoro trovano il riscatto, quella vita che una società “ perfetta” tiene ai margini e che rinasce attraverso mani che mai avremmo stretto chiusi nel nostro conformismo che esclude il “ diverso “ . È tonda, forte fuori e delicata dentro, come l’anima di tutti, a prescindere dal colore, dalla storia, dalla cultura e dalle abilità.

Cinzia Taibbi

Muore il Conte palermitano. Perchè quello di Lucio Tasca D’Almerita non era soltanto un titolo nobiliare ma un modo di essere; Lucio nobile lo era nei modi, nei gesti, nella postura. L’ho sempre paragonato a Giovanni Agnelli, fin dalla pima volta che lo vidi a Pantelleria accanto a Carole Bouquet, durante un incontro sulla Vite americana. 

Era lui a dettare i tempi e gli argomenti pur senza aprire bocca, trasudava  autorevolezza. E non per il suo ruolo sociale ma perché fonte massima di conoscenza sul vino siciliano, sul modo di produrlo e di venderlo.

La famiglia Tasca D’Almerita, nel mondo del vino, ha avviato con Lucio un percorso in cui è il prodotto finale a parlare e non il blasone, adottando un atteggiamento sempre collaborativo con gli altri produttori senza pretendere sconti o favori. Una vita volta a rendere grande la sua terra come territorio enoico d’eccellenzasenza abbandonarsi agli agi che i natali gli hanno concesso ma continuando a diversificare la produzione e le zone di coltivazione convinto com’era, che la Sicilia fosse un Continente enologico con temperature, suolo e metodi di coltivazione che cambiano ad ogni battito di ciglia.  Dall’equitazione al vino, dal jet set agli stivali infangati, la vita del Conte Lucio è sempre stata proiettata al futuro, della famiglia e dell’Isola.

La Sicilia non perde un nobile di nascita, ma di animo.

Il nostro cordoglio a tutta la famiglia.

Cinzia Taibbi